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	<title>Blog &#8211; Dott.ssa Giulia Borghi</title>
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	<description>Psicologa Psicoterapeuta</description>
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	<title>Blog &#8211; Dott.ssa Giulia Borghi</title>
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		<title>Crescita e trasformazioni nel mondo virtuale</title>
		<link>https://www.giuliaborghi.it/crescita-e-trasformazioni-nel-mondo-virtuale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Borghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2020 15:04:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crescita personale e sociale dell’adolescente odierno avviene nella rete e per mezzo di essa: la dimensione del virtuale tende ad influenzare quella reale e viceversa, rendendo così possibile parlare di «vivere virtuale» (Lancini, 2015). Il web può rappresentare un «non luogo» (Augè, 1995)per le sue caratteristiche peculiari di spazio in cui milioni di individualità [&#8230;]</p>
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<p>La crescita personale e sociale dell’adolescente odierno avviene nella rete e per mezzo di essa: la dimensione del virtuale tende ad influenzare quella reale e viceversa, rendendo così possibile parlare di «<em>vivere virtuale» </em>(Lancini, 2015).</p>



<p>Il web può rappresentare un «<em>non luogo» </em>(Augè, 1995)per le sue caratteristiche peculiari di spazio in cui milioni di individualità si incontrano senza entrare in relazione, facendo sparire il proprio corpo e condannandolo all’immobilità; non ha un confine, non è ben delimitato e si presenta come estremamente precario e provvisorio.</p>



<p>Queste condizioni, seppur nei loro aspetti negativi, offrono all’adolescente di oggi l’opportunità di procedere nel suo percorso evolutivo sostenuto dal mondo virtuale, concedendogli di mettersi alla prova senza esporre il proprio corpo: in questo modo viene rimandato ad un domani futuro il giorno in cui dovrà presentarsi sul palcoscenico sociale, definendo il suo ruolo adulto.</p>



<p>La rete può essere utilizzata dall’adolescente, che sta incominciando ad assaporare la libertà di autonomia dai genitori, per sperimentare la sua capacità di muoversi autonomamente o come strumento di prova di socializzazione e guscio protettivo nel quale può allenare le carenze percepite, assumendo talvolta identità differenti che gli permettono un confronto diretto utile a comprendere chi è realmente. Una palestra sociale che porta con sé minori rischi, in quanto rende possibile misurare e calibrare le modalità di contatto (Pietropolli Charmet, 2013).</p>



<p>Il virtuale può essere utilizzato dal ragazzo come mezzo attraverso cui trarre un supporto durante il suo percorso evolutivo senza compromettere il contatto con il mondo reale sociale e relazionale. L’utilizzo in questi termini testimonia la presenza, all’interno del nuovo contesto culturale digitale, di differenti risorse a sostegno del percorso evolutivo: il virtuale può essere concepito come l’attuale e moderno panorama di strategie di coping utilizzato dall’adolescente per affrontare le complicate tappe di sviluppo.</p>



<p>Tuttavia, in alcuni casi queste strategie possono assumere risvolti maggiormente problematici quando determinano blocchi di alcuni compiti di crescita e condotte tali da portare ad un comportamento di totale rifiuto di contatti relazionali e con il mondo esterno.</p>



<p>Le funzioni svolte dal virtuale possono essere molteplici e ciò potrebbe dipendere dall’area di sviluppo che crea problematicità al ragazzo, dallo specifico stadio in cui si trova all’interno del suo percorso di crescita e da dinamiche familiari e del contesto di crescita.</p>



<p>La nuova sfida, a cui sembrano chiamati gli adulti di fronte all’adolescente «<em>Nativo Digitale</em>» (Prensky, 2001) potrebbe consistere nell’individuazione dei segnali anticipatori di una significativa sofferenza: riuscire a capire quando l’utilizzo della rete va strutturandosi attraverso modalità che lo portano ad individuare in essa un supporto evolutivo o, invece, quando diviene un mezzo utile e necessario per poter aggirare e rendere meno dolorose le difficoltà di crescita. Un «<em>utilizzo antievolutivo»</em> (Pietropolli Charmet, 2013) del web e l’assenza di una comunicazione con il mondo adulto circa le modalità di prevenzione ad esso, potrebbe rappresentare un elevato rischio per l’adolescente ed il suo nuovo progetto di crescita. I segnali di patologia e il livello di compromissione non vengono, dunque, individuati considerando esclusivamente il tempo trascorso online, ma l’interazione tra modalità di utilizzo e lo stadio raggiunto nei compiti di sviluppo (Lancini, Turuani, 2009).</p>



<p>La rete in alcuni casi può svolgere il ruolo di protettrice rispetto allo svelamento di sintomi che testimoniano un’assenza di abilità nell’affrontare le richieste della crescita fase specifiche. Il riconoscimento delle ragioni e dei significati simbolici e affettivi sottostanti ad un uso antievolutivo della rete è possibile ascoltando l’adolescente nella sua sofferenza, osservando come esso viene usato, cercando di comprendere a quale bisogno evolutivo corrisponde il suo utilizzo.</p>



<p>Infine, occorre sempre specificare che tali considerazioni possono solo fornire un aiuto alla lettura di alcune specifiche situazioni, ma saranno solo l’ascolto e l’approfondimento della singola e peculiare storia della persona a rendere possibile una valutazione della situazione.</p>
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		<title>La complessità dell&#8217;adolescenza: come è difficile capirsi</title>
		<link>https://www.giuliaborghi.it/la-complessita-delladolescenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Borghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2020 10:59:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La condizione adolescenziale, per le sue caratteristiche intrinseche di vitalità e precarietà, segnala con intensità particolarmente evidente l’impatto che le trasformazioni socio‐culturali producono sui soggetti, così che l’adolescenza diviene in questo scenario la popolazione target per poter indagare gli sviluppi di salute e sociali attuali e futuri, a fini di ricerca preventiva, dimostrandosi una sorta [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-left">La condizione adolescenziale, per le sue caratteristiche intrinseche di vitalità e precarietà, segnala con intensità particolarmente evidente l’impatto che le trasformazioni socio‐culturali producono sui soggetti, così che l’adolescenza diviene in questo scenario la popolazione target per poter indagare gli sviluppi di salute e sociali attuali e futuri, a fini di ricerca preventiva, dimostrandosi una sorta di indicatore di “disagio della modernità”.</p>



<p>L’adolescenza viene ancor oggi considerata una fase dello sviluppo umano, nel corso della quale, l’individuo si prepara alla vita futura. Acquisendo quelle caratteristiche fisiche e fisiologiche e quelle competenze cognitive e sociali necessarie per un pieno inserimento al mondo adulto, l’adolescente si trova ad attraversare una fase di transizione fra l’infanzia e l’età adulta.</p>



<p>Ogni giovane è chiamato ad affrontare dei compiti evolutivi specifici, il che fa dell’adolescenza un periodo evolutivo costituito da dinamiche molto complesse e particolari. L’improvviso sviluppo fisico e sessuale e la consapevolezza di avere un corpo nuovo, il distacco dalle figure genitoriali, la ricerca di un’identità personale più definita, la formazione di nuovi ideali e valori, l&#8217;assunzione di un ruolo nel gruppo e nella società, sono gli aspetti che caratterizzano maggiormente questa fase dello sviluppo e che consentono di riorganizzare il proprio assetto mentale ed affettivo ed acquisire una nuova immagine di sé.</p>



<p>Tale processo di definizione di sé e il fronteggiamento dei compiti di sviluppo avvengono in diversi contesti di socializzazione, in cui l’individuo intrattiene relazioni con adulti significativi e con i propri pari, i quali, entrambi, costituiscono modelli cui avvicinarsi o differenziarsi.</p>



<p>Le trasformazioni del corpo determinate dalla pubertà, quali crescita e acquisizione della capacità generativa, impongono all’adolescente un faticoso lavoro di donazione di senso agli accadimenti biologici, psichici ed emozionali.</p>



<p>In ordine di tempo il primo compito evolutivo che l’adolescente deve affrontare è la costruzione dell’immagine mentale del proprio corpo. Le trasformazioni puberali devono essere registrate e alle nuove funzioni deve essere dato un significato relazionale, sociale, sentimentale, erotico, generativo ed etico.</p>



<p>Il corpo rappresenta, infatti, per l’adolescente un mezzo di espressione simbolica dei propri conflitti e delle proprie modalità relazionali, così come un modo per esprimere la sua nuova identità. In nessun’altra fase dello sviluppo può succedere di amare o odiare con tanta passione il proprio corpo, appunto perché esso diviene un oggetto di investimento affettivo, luogo dove forgiare un proprio sentimento di identità.</p>



<p>L’immagine posseduta dal proprio corpo è, infatti, un aspetto molto importante dello sviluppo psicologico e di quello delle relazioni interpersonali dell’adolescente. Il primo periodo dell’adolescenza è un momento critico per lo sviluppo dell’immagine corporea a causa dello sviluppo puberale, dell’emergente sessualità, del progressivo definirsi del diverso ruolo attribuito ai due sessi.</p>



<p>Strettamente connesso al concetto di immagine corporea è quello di identità. La costruzione dell’identità avviene, infatti, all’incrocio fra la spinta biologica della pubertà e quella sociale della cultura cui l’adolescente appartiene.</p>



<p>Si tratti di una struttura che accoglie in sé molteplici caratteristiche tra cui il sentimento soggettivo di continuità del sé nel tempo e nelle diverse situazioni e di coerenza e invarianza di aspetti di sé, l’adesione alle rappresentazioni di sé connesse ai ruoli sociali, il sentimento realistico dell’immagine del proprio corpo e della propria identità di genere e l’identificazione profonda con le caratteristiche del proprio gruppo sociale.</p>



<p>Durante l’adolescenza, crisi d’identità e confusione di ruoli sono fisiologiche: sta all’adolescente costruirsi un senso stabile di sé, cercando di fronteggiare dispersività, disorientamento e instabilità.</p>



<p>L’adolescente è chiamato a prendere in modo autonomo le sue decisioni, a perseguire i suoi obiettivi e ad assumersi la responsabilità delle sue azioni. Tutte conquiste attraverso le quali si esprime maggiore conflittualità con i genitori (uscite, orari, abitudini nel tempo libero, disordine…).</p>



<p>Inoltre, deve mostrare un certo grado di autonomia valoriale che tende a coinvolgere la sfera della morale, della politica, della religione, in generale della filosofia di vita e che si dimostra assumendo credenze, principi e valori personali senza subire la pressione delle altre persone.</p>



<p>Infine, l’adolescente tende a raggiungere l’autonomia emotiva, intesa come la capacità del ragazzo di essere egli stesso la fonte della sua forza emozionale anziché dipendere infantilmente dai genitori per aver conforto, rassicurazione e sicurezza e di porsi ad una certa distanza emotiva da essi. Un processo che ha inizio con la pubertà quando i ragazzi tendono ad abbandonare le concezioni idealizzate dei genitori, cessando di considerarli onniscienti e onnipotenti e riconoscendone limiti e fallibilità.</p>



<p>Nel corso dell’adolescenza il gruppo dei coetanei si afferma, infatti, sempre più come principale punto di riferimento per l’adolescente, che cerca al di fuori della famiglia sostegno sociale ed affettivo, nel tentativo di acquisire una maggiore indipendenza.</p>



<p>Il gruppo dei coetanei sembra essere una sorta di laboratorio sociale per la costruzione dell’identità nell’adolescenza. Nel gruppo, si sperimentano condotte e scelte autonome, al di fuori del controllo degli adulti e si affrontano i problemi quotidiani, traducendo le idee in progetti concreti e sperimentando comportamenti autonomi. Oltre a costituire un sostegno strumentale, i pari offrono un punto di riferimento normativo e un termine di confronto sociale. Le relazioni con i coetanei consentono infatti all’adolescente di osservare i modi nei quali si affrontano, e con quali esiti, le medesime problematiche che lo investono in prima persona.</p>



<p>Il gruppo in adolescenza non sembra essere soltanto un sistema di interazioni che mette in gioco alternative personali, ma è soprattutto il risultato di azioni e sentimenti: l’agire del gruppo è finalizzato a mantenere in vita il gruppo, perché è il senso di appartenenza gruppale che aiuta il singolo ad affrontare i rischi e il dolore del passaggio all’età adulta.</p>



<p>Queste e molte altre tematiche dimostrano che l’adolescenza non è un evento critico che compete al singolo adolescente ma che coinvolge tutti i membri della famiglia e pone in discussione l’identità organizzativa familiare nel suo complesso. Si tratta, dunque, di ‘’<em>un’impresa evolutiva congiunta’’ </em>che tende a promuovere all’interno del sistema familiare un profondo cambiamento.</p>



<p class="has-very-dark-gray-color has-text-color">L’adolescenza rappresenta, dunque, un’importante fase di crescita personale, durante la quale la persona deve imparare a gestire, principalmente, i cambiamenti biologici e puberali, le nuove modalità di relazione con la famiglia, la carica emotiva dei rapporti di amicizia, l’emergere della sessualità e, in generale, deve cominciare ad assumersi crescenti responsabilità all’interno della comunità sociale.</p>
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